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Raccomandazione n. 2018/464 - Alghe marine, alofite e prodotti a base di alghe marine: raccomandazione della Commissione in merito al monitoraggio di specifici metalli in detti prodotti

In vista che le alghe marine e le alofite stanno assumendo un’importanza sempre maggiore nelle abitudini di consumo di taluni consumatori dell’UE e che queste contengono rilevanti concentrazioni di arsenico, di cadmio, di iodio, di piombo e di mercurio, la Commissione Europea ha dettato disposizioni in merito al monitoraggio che gli Stati membri devono effettuare, al fine di verificare se l’esposizione totale di dette sostanze renda necessario dover intervenire con appositi provvedimenti che ne prevedono i relativi limiti o di modificare la limitazione prevista per il mercurio.

APPROFONDIMENTI
La Commissione Europea, con Raccomandazione UE del 19 marzo 2018 n. 464, ha previsto le modalità per l’effettuazione, da parte degli Stati membri, del monitoraggio atto a rilevare la presenza di specifici metalli e dello iodio nelle alghe marine, nelle alofite e nei prodotti a base di alghe marine, al fine di verificare se l’esposizione totale di dette sostanze renda necessario definire tenori massimi per l’arsenico, il cadmio e il piombo presenti in questi prodotti o modificare il limite previsto per il mercurio o adottare provvedimenti che prevedono i limiti di esposizione allo iodio.

Disposizioni previste dalla Raccomandazione n. 2018/464

La Raccomandazione in questione dispone che, per il periodo 2018, 2019 e 2020, gli Stati membri devono:

  • eseguire un monitoraggio atto a rilevare la presenza di arsenico, di cadmio, di iodio, di piombo e di mercurio nelle alghe marine, nelle alofite e nei prodotti a base di alghe marine. Il monitoraggio dovrebbe includere le alofite commestibili tra cui Salicorna europaea e Tetragonia tetragonoides, nonché un’ampia varietà di specie di alghe marine, tra cui:

-) l’arame (Ecklonia bicyclis);
-) la quercia marina (Fucus vesiculosus);
-) la dulse (Palmaria palmata);
-) la hijiki (Hizikia fusiforme);
-) il carragheen (Chondrus crispus);
-) la laminaria (Laminaria digitata);
-) il kombu (Laminaria japonica, Saccharina japonica);
-) la nori (Porphyra e Pyropia spp.);
-) l’ascofillo nodoso (Ascophyllum nodosum);
-) la lattuga di mare (Ulva sp.);
-) gli spaghetti di mare (Himanthalia elongata);
-) il fucus serratus (Fucus serratus);
-) la palla verde (Codium sp.);
-) la saccharina (Saccharina latissima);
-) la wakame (Undaria pinnatifida);
-) l’alaria (Alaria esculenta);

al fine di consentire una stima accurata dell’esposizione;

  • raccogliere i dati di occorrenza anche per gli additivi alimentari a base di alghe marine, compresi E400, E401, E403, E404, E405, E406, E407, E407a ed E160a(iv);
  • garantire per il monitoraggio degli alimenti, l’applicazione delle procedure di campionamento previste dalla normativa comunitaria che disciplina il controllo dei tenori di oligoelementi e dei contaminanti da processo nei prodotti alimentari, al fine di assicurare che i campioni siano rappresentativi della partita sottoposta a campionamento;
  • garantire per il monitoraggio dei mangimi, l’applicazione delle procedure di campionamento previste dalla normativa comunitaria che disciplina i metodi di campionamento e d’analisi per i controlli ufficiali degli alimenti per gli animali;
  • effettuare le analisi conformemente alla normativa comunitaria che disciplina i controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali, utilizzando un metodo d’analisi che abbia dimostrato di produrre risultati affidabili;
  • effettuare l’analisi del mercurio mediante la determinazione del contenuto di mercurio totale e di metilmercurio e l’analisi dell’arsenico dovrebbe essere effettuata mediante la determinazione del tenore di arsenico inorganico e totale e, se possibile, di altre specie pertinenti di arsenico;
  • specificare:

-) le specie o i numeri degli additivi analizzati;
-) se sono stati analizzati prodotti freschi, essiccati o trasformati;
-) l’origine dei prodotti (selvatici o coltivati), la data e il luogo di raccolta e la quota di alghe marine che è stata analizzata, fornendo eventuali informazioni sull’etichetta dei prodotti finali;

  • comunicare periodicamente all’EFSA i dati relativi al monitoraggio, unitamente alle informazioni previste, ai fini del loro inserimento in una banca dati europea.

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Vendita dei prodotti alimentari non preimballati: emanate disposizioni relative alle informazioni che devono essere date al consumatore finale e previste le relative sanzioni (artt. 19 e 23 del Decreto Legislativo n. 231/2017)

Con gli articoli 19 e 23 del Decreto Legislativo 15 dicembre 2017 n. 231, sono state emanate disposizioni relative alla vendita dei prodotti alimentari non preimballati e sono state previste le relative sanzioni nel caso di mancato rispetto degli obblighi previsti.

Il Decreto in questione entra in vigore il 9 maggio 2018.

Disposizioni previste dal Decreto Legislativo n. 231/2017

Il Decreto in questione dal 9 maggio 2018 dispone per i prodotti:

  • alimentari offerti in vendita al consumatore finale o alle collettività senza preimballaggio;
  • imballati sui luoghi di vendita su richiesta del consumatore;
  • preimballati ai fini della vendita diretta;
  • non costituenti unità di vendita in quanto generalmente venduti previo frazionamento ancorché posti in confezione o involucro protettivo;

esclusi gli alimenti che sono forniti dalle collettività, l’obbligo di dover essere muniti di un apposito cartello applicato ai recipienti che li contengono o di altro sistema equivalente, anche digitale, facilmente accessibile e riconoscibile, presente nei comparti in cui sono esposti e contenenti le seguenti informazioni:

  • la denominazione dell’alimento;
  • l’elenco degli ingredienti, salvo per i casi in cui è prevista l’esenzione. Nell’elenco degli ingredienti devono figurare anche le sostanze o i prodotti che provocano allergie o intolleranze alimentari secondo quanto previsto dalla normativa comunitaria;
  • le modalità di conservazione per i prodotti alimentari rapidamente deperibili, ove necessario;
  • la data di scadenza per le paste fresche e le paste fresche con ripieno;
  • il titolo alcolometrico volumico effettivo per le bevande con contenuto alcolico superiore a 1,2 per cento in volume;
  • la percentuale di glassatura, considerata tara, per i prodotti congelati glassati;
  • la designazione “decongelato”, fatti salvi i casi di deroga previsti.

Le indicazioni di cui al sopra devono essere riportate in lingua italiana ed essere chiaramente visibili e leggibili.

Tutte le informazioni nell'allegato.

 

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